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Contratti "monofirma", orientamento della Corte di Appello di Napoli

La Corte d’Appello di Napoli ha ritenuto che la messa in esecuzione del contratto rappresenti una chiara manifestazione di consenso all’accordo negoziale.

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Con la sentenza n.4571 del 28.12.2016, la terza sezione civile della Corte d’Appello di Napoli, non condividendo il nuovo orientamento della Corte di Cassazione in tema di contratti “monofirma” (si vedano le sentenze n.5919 del 24.03.2016, n.7068 del 11.04.2016, n.8395 del 27.04.2016 e n.10516 del 20.05.2016), ha ritenuto che la messa in esecuzione del contratto rappresenti una chiara manifestazione di consenso all’accordo negoziale. Pertanto, il contratto esibito in giudizio dalla banca deve ugualmente ritenersi valido ed efficace ancorché risulti privo della sottoscrizione dell’istituto di credito (purché, ovviamente, sottoscritto dal cliente bancario).

La Corte ha altresì affermato il principio in virtù del quale nei giudizi in cui alla citazione attorea abbia fatto seguito la domanda riconvenzionale della banca, è sull’istituto di credito - in virtù del principio della vicinanza della prova - che incombe l’onere di provare come si sia formato il proprio credito. Pertanto, andrà ricondotto a zero l’eventuale saldo debitore risultante dal primo estratto conto versato in atti.

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