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Divieto di anatocismo ex L.147/2013. Sanzioni alle banche

Due ordinanze del Tribunale di Milano dispongono sanzioni per gli istituti di credito che non si sono adeguati al divieto di anatocismo sancito dalla legge n.147/2013.

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ORDINANZE TRIBUNALE DI MILANO

DEL 25.03.2005 e 03.04.2015 

 

Con due importanti ordinanze del 25 marzo e 3 aprile 2015 (entrambe emesse dal medesimo collegio), il Tribunale di Milano ha sanzionato due istituti di credito per non essersi adeguati al dettato normativo dell’art.1, comma 629, della legge n.147/2013, che – modificando l’art.120 TUB – ha reso illegittimo l’anatocismo nell’ambito dei rapporti di conto corrente a decorrere dal primo gennaio 2014.

 

Il Collegio, ritenendo evidente l’intento del legislatore – anche alla luce della mancata conversione dell’art.31 del decreto legislativo n.91/2014, norma mediante la quale il Governo aveva provato immediatamente a reintrodurre la capitalizzazione delle competenze anche se solo su base annuale – ha ritenuto che l’applicabilità della legge n.147/2013 non potesse essere subordinata ad un intervento tecnico del CICR che, non avendo funzione normativa, non potrebbe introdurre eccezioni al divieto di anatocismo sancito con la prefata norma n.147/2013.

 

Le pronunce del collegio milanese, peraltro, hanno il merito di aver fornito una chiara e condivisibile interpretazione dell’art.1, comma 629, della legge n.147/2013 (norma che, invero, poteva essere scritta in maniera più comprensibile), chiarendo che per capitalizzazione deve intendersi la mera annotazione in conto delle competenze liquidate che, in tal modo, divengono esigibili. La periodica capitalizzazione, in ogni caso, non può legittimare la pratica anatocistica, cosicché i successivi interessi andranno computati unicamente sul debito per sorta capitale e non anche sugli interessi precedentemente annotati in conto.

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STUDIO VECCHI

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