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Il Tribunale di Pescara sul contenzioso bancario nei rapporti di mutuo

Il Tribunale di Pescara, con sentenza n.557 del 28.03.2019, ha affrontato tutti i temi del contenzioso aventi ad oggetto rapporti di mutuo.

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Il Tribunale di Pescara, con sentenza n.557 del 28.03.2019, ha affrontato tutti i temi del contenzioso aventi ad oggetto rapporti di mutuo. Le conclusioni cui giunge il Magistrato – di cui si fornisce una sintesi per punti – sono tutte, eccetto l’ultima, favorevoli agli istituti di credito.

1)      I piani di ammortamento alla francese sono legittimi perché la loro costruzione non comporta alcun tipo di capitalizzazione.

2)      Non è motivo di vizio la non coincidenza tra il TAN e il TAE.

3)      L’usurarietà del tasso di mora non pregiudica la validità del tasso corrispettivo ma comporta l’azzeramento, ex art.1815 c.c., degli interessi di mora.

4)      La soglia di usura degli interessi moratori non può essere la stessa di quella degli interessi corrispettivi. Pertanto, pur disconoscendosi – in linea teorica – la validità giuridica della maggiorazione del 2,1% indicata la Banca d’Italia (circostanza che imporrebbe all’interprete di individuare indicatori di normalità), la maggiorazione del 2,1% è da considerarsi congrua.

5)      La penale di estinzione anticipata è onere non rilevante ai fini dell’usura in quanto non determina alcun effetto direttamente collegato alla stipula del contratto di mutuo.

6)      L’attore che richiede l’accertamento dell’usurarietà del rapporto è onerato di depositare i relativi decreti ministeriali.

7)      L’utilizzo di formule alternative a quella indicata dalla Banca d’Italia per la verifica dell’usurarietà del rapporto è contestato dal Magistrato per molteplici motivi. In primo luogo, secondo il Magistrato non è provata la scientificità delle formule alternative. Inoltre, va considerato che l’articolo 644 c.p. non contempla alcuna metodologia di calcolo. Infine, l’utilizzo di metodologie di calcolo del TEG alternative è incompatibile con il rispetto del principio dell’omogeneità.

8)      Al tasso di mora non vanno sommati gli oneri accessori.

9)      Non ha valenza né tecnica né giuridica il cosiddetto TEMO, calcolato rapportando i soli interessi di mora alla sorta capitale di ciascuna rata. Peraltro, per il calcolo del TEMO generalmente i consulenti di parte fanno riferimento alle prime rate del mutuo dove l’incidenza della quota capitale è minima. Trattasi di scelta strumentale e infondata.

10)  Non è possibile calcolare il TAEG inclusivo della mora ipotizzando il ritardato pagamento delle rate di mutuo, perché la sua misura finirebbe per dipendere dall’arbitraria scelta del mutuatario di pagare in ritardo e non rifletterebbe più le sole condizioni contrattuali.

11)  L’ISC costituisce, al pari del documento di sintesi, uno strumento di carattere informativo – come emerge dall’art.9 delle istruzioni della Banca d’Italia del 2013 – ma non un requisito tassativo e indefettibile del regolamento negoziale. Né, in caso di omissione del TAEG/ISC può prefigurarsi una violazione del 4° comma dell'art. 117, con le conseguenze sanzionatorie del 7° comma, poiché, non configurandosi il TAEG/ISC quale elemento essenziale del contratto, inevitabilmente cade anche, per l'appunto, anche ogni sua possibile assimilazione al TAN ovvero ad "ogni altro prezzo o condizione praticati" di cui al 4° comma dell'art. 117. Anche l'ipotetica erronea indicazione del TAEG/ISC non comporta la nullità della clausola né ai sensi dell'art. 1346 c.c. né ai sensi dell'art. 117 TUB, esulando la fattispecie concreta dalle ipotesi tassative previste dalle suddette disposizioni normative.

12)  L’impiego del tasso Euribor per la determinazione del saggio d’interesse è di per sé valido, non violando la normativa antitrust.

Il tasso Euribor è, tuttavia, inapplicabile per il periodo – decorrente dal 29.05.2005 al 30.05.2008 – per il quale è stata accertata l’esistenza di una manipolazione, a prescindere dal fatto che l’Istituto mutuante non abbia partecipato all’accordo manipolativo. Si applica il tasso sostitutivo previsto dall’art.117 tub. Trattasi di vizio rilevabile d’ufficio.

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