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Interessi di mora e usura nei rapporti di mutuo

Il Tribunale di Parma, con ordinanza del 25 luglio 2014, esprimendosi su un rapporto di mutuo, ha ritenuto che anche gli interessi di mora siano da computarsi ai fini del TEGM. 

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 TRIBUNALE DI PARMA – SEZIONE FALLIMENTARE

 ORDINANZA DEL 25 LUGLIO 2014

 

Il Tribunale di Parma, con ordinanza del 25 luglio 2014, esprimendosi su un rapporto di mutuo, ha ritenuto che, stante la previsione contrattuale per cui gli interessi moratori non si sostituiscano a quelli corrispettivi, ma si sommano a questi (quindi su ogni rata già formata da quota capitale e quota interessi corrispettivi), deve ritenersi che anche gli interessi di mora siano da computarsi ai fini del TEGM.

 

Infatti, secondo il Tribunale:

 

- se la previsione contrattuale statuisce che la banca debba applicare al cliente inadempiente solo e soltanto gli interessi di mora sul capitale, sostituendo questi agli interessi corrispettivi, non si farà la sommatoria tra tassi corrispettivi e tassi moratori ai fini del calcolo del TEG e si verificherà lo sforamento del tasso soglia solo con riferimento al tasso moratorio sommato a tutte le spese accessorie;

 

- se invece il contratto prevede che il tasso moratorio si applichi in aggiunta a quello corrispettivo, allora i due indici andranno valutati congiuntamente ed il risultato andrà confrontato con i limiti normativamente imposti (legge n. 108/96 e succ. modifiche).

 

La decisione del Tribunale parmense non appare condivisibile, atteso che, sebbene gli interessi di mora vengano liquidati sull'intera rata scaduta (e quindi anche sugli interessi corrispettivi scaduti e non pagati), non vi è mai una contestuale liquidazioni di interessi corrispettivi e moratori sul medesimo capitale, unico caso in cui si giustificherebbe la sommatoria tra i due distinti saggi.

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STUDIO VECCHI

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