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L'ISC nei contratti bancari

Il Tribunale di Torre Annunziata, con ordinanza del 18.02.2016, chiarisce che l’omessa indicazione nei contratti bancari dell’ISC rende nullo il contratto stesso.

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Il Tribunale di Torre Annunziata, rilevato che i contratti bancari devono recare l’indicazione del costo complessivo del finanziamento misurato attraverso l’indicatore sintetico di costo (ISC), con ordinanza del  18.02.2016 chiarisce che l’omessa indicazione dell’ISC – essendo questo elemento tipico del contratto – rende nullo il contratto stesso ai sensi dell’art.117, comma 8 del TUB, che recita: “La Banca d'Italia può prescrivere che determinati contratti, individuati attraverso una particolare denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi, abbiano un contenuto tipico determinato. I contratti difformi sono nulli” (in senso conforme Tribunale di Napoli, sent. n.7779/2015).

Di contro, l’eventuale errata indicazione del parametro, sempre secondo il Tribunale di Torre Annunziata, rende nulla la sola clausola interessi ex art.117, comma 6 del TUB, secondo cui “sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali ……. che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati” (in tal senso Tribunale di Chieti, sent. n.230/2015 e Tribunale di Benevento, sentenza del 31.10.2015), con la conseguenza che gli interessi saranno da calcolarsi ai tassi sostitutivi previsti dal medesimo art.117, comma sesto, TUB.

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STUDIO VECCHI

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