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Mutui usurai - sommatoria tra tasso corrispettivo e tasso di mora

Il Tribunale di Benevento - decidendo sull’eccezione di usurarietà di un rapporto di mutuo - ha sposato la tesi della sommatoria del tasso corrispettivo con il saggio di mora.

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Con ordinanza del 25.10.2016, il Tribunale di Benevento – nella persona del dr. Genovese – decidendo sull’eccezione di usurarietà di un rapporto di mutuo, ha sposato la tesi della sommatoria del tasso di natura corrispettiva con il saggio di mora (nella sua integrale misura) chiarendo, peraltro, che deve considerarsi – come tasso corrispettivo cui aggiungere il tasso di mora – il TAEG del rapporto (ovvero il saggio comprensivo dell’incidenza degli ulteriori oneri addebitati al cliente) e non semplicemente il TAN.

Il magistrato ha altresì statuito il principio secondo il quale “va esaminata, ai fini della ricorrenza dell’usura oggettiva originaria, la ricerca ipotetica della peggiore delle ipotesi possibili, ovvero quella economicamente più svantaggiosa per il cliente” e ciò “prescindendo anche dalle circolari della Banca d’Italia, organo di composizione societaria bancaria, prive di portata normativa”.

Il giudice beneventano, inoltre, riconoscendo il carattere dell’unitarietà del tasso di interesse di un contratto di mutuo e ritenendo che ai fini della verifica in discorso non assuma rilevanza che il finanziamento sia sempre stato in regolare ammortamento (e che, quindi, mai la banca abbia richiesto il pagamento di interessi di mora), ha stabilito che l’usurarietà del tasso, benché conseguente all’inclusione nel TEG del saggio moratorio, determina – ex art.1815 c.c. – la non debenza di alcun interesse.

In sintesi, il magistrato ha condannato la banca a restituire al mutuatario gli interessi di ammortamento da questi corrisposti all’istituto di credito.

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STUDIO VECCHI

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