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Sentenza Cassazione n.11400 del 22.05.2014. Anatocismo nei mutui bancari

La sentenza fa luce sulla disciplina applicabile in materia di anatocismo nei mutui bancari, con particolare riferimento al tema degli interessi moratori.

 

Scarica la sentenza e leggi la nota di commento del dr. Vecchi

 

CORTE DI CASSAZIONE – SEZ. PRIMA CIVILE

SENTENZA N.11400 DEL 22 MAGGIO 2014

 

Con sentenza n.11400 del 15.01.2014, depositata in data 22.05.2014, la Corte di Cassazione - I sezione civile – ha fatto luce sulla disciplina applicabile in materia di anatocismo nei mutui bancari, con particolare riferimento al tema, da sempre dibattuto, della legittimità (o meno) degli interessi moratori liquidati anche sugli eventuali interessi corrispettivi scaduti ma non corrisposti dal mutuatario.

 

Atteso che le rate di ammortamento di un mutuo sono costituite in parte dal capitale che viene rimborsato alla banca e in parte dagli interessi corrispettivi maturati sul capitale ancora da rimborsare, la liquidazione degli interessi di mora sull’intero valore delle rate di ammortamento eventualmente impagate genera, ovviamente, un fenomeno anatocistico la cui legittimità è assai dubbia stante il divieto sancito nel nostro ordinamento dall’art.1283 c.c..

 

Sul punto la Suprema Corte ha anzitutto chiarito che il prefato divieto ha trovato espressa deroga nell’art.3, comma 1, della delibera del CICR del 09.02.2000. Pertanto, per tutti i mutui stipulati a decorrere dal 22.04.2000 – data di entrata in vigore della richiamata delibera –  se le parti vi acconsentono in sede di sottoscrizione del contratto, è legittima la liquidazione degli interressi moratori anche sugli interessi corrispettivi insoluti.

 

Per i mutui stipulati antecedentemente al 22.04.2000, la situazione appare più articolata, dovendosi distinguere i mutui bancari ordinari da quelli fondiari.

 

Per i primi, chiarisce la Corte, vige il divieto di anatocismo ex art.1283 c.c.. Pertanto, gli eventuali interessi di mora dovuti alla banca vanno liquidati unicamente sul capitale scaduto ed impagato.

 

I mutui fondiari, invece, sino all’01.01.1994 – data di entrata in vigore del decreto legislativo n.385 del 1° settembre 1993 (cosiddetto “Testo Unico Bancario”) – sono stati disciplinati da una normativa speciale (art.38 R.d. n.646/1905; art.14 D.P.R. n.7/1976; art.16 l. n.175/1991) che rendeva legittima la liquidazione degli interessi di mora sull’intero importo delle rate impagate, e ciò in ragione del “carattere pubblicistico dell’attività svolta dai soggetti finanziatori, previamente individuati dalla legge fra istituti di diritto pubblico” che, onde raccogliere la provvista necessaria all’erogazione dei mutui, emettevano le cosiddette “cartelle fondiarie” sottoscritte dai risparmiatori (ai quali dovevano garantire la corresponsione degli interessi anche in caso di mancato incasso delle rate dei mutui erogati).

 

Le leggi speciali, tuttavia, sono state abrogate dal primo comma dell’art.161 T.U.B., continuando a disciplinare, ai sensi del comma 6 del medesimo articolo, i soli contratti conclusi in epoca antecedente all’entrata in vigore del decreto n.385/1993. Il credito fondiario è oggi disciplinato dall’art.38 T.U.B., norma che, però, non prevede alcuna possibilità di deroga all’art.1283 c.c.

 

Pertanto, i mutui fondiari stipulati in epoca successiva alla entrata in vigore del T.U.B. soggiacciono al divieto di anatocismo sancito dal prefato art.1283 c.c. al pari di qualsiasi altro rapporto di mutuo, atteso che – con l’entrata in vigore del decreto legislativo n.385/1993 – qualsiasi ente bancario può porre in essere operazioni di credito fondiario, operazioni in cui la provvista non è più fornita dal sistema delle cartelle. In definitiva, “con l’entrata in vigore del T.U.B. la struttura del credito fondiario ha perso quelle peculiarità nelle quali risiedevano le ragioni della sua sottrazione al divieto di cui all’art.1283 c.c.”.

 

In definitiva, alla luce del panorama normativo tracciato dalla Suprema Corte, è possibile operare la seguente schematizzazione:

 

MUTUI BANCARI ORDINARI – liquidazione degli interessi di mora sugli interessi corrispettivi scaduti ammessa per i mutui stipulati a decorrere dal 22.04.2000.

 

MUTUI FONDIARI – liquidazione degli interessi di mora sugli interessi corrispettivi scaduti ammessa per i mutui stipulati sino al 1° gennaio 1994 ovvero a decorrere dal 22.04.2000.

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